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Wonder

WonderNegli ultimi giorni ho letto Wonder, di R.J. Palacio. Questo romanzo racconta le avventure di August Pullman, un ragazzo quasi normale che sta per iniziare la prima media. Quasi normale perché quella sua malformazione facciale gli crea problemi sociali di grave entità.

“So di non essere un normale ragazzino di dieci anni. Sì, insomma, faccio cose normali, naturalmente. Mangio il gelato. Vado in bicicletta. Gioco a palla. Ho l’Xbox. E cose come queste fanno di me una persona normale. Suppongo. E io mi sento normale. Voglio dire dentro. Ma so anche che i ragazzini normali non fanno scappare via gli altri ragazzini normali fra urla e strepiti ai giardini. E so che la gente non li fissa a bocca aperta ovunque vadano.”

Ambientato a New York, la narrazione scorre molto facilmente: è un libro per ragazzi, ma anche gli adulti lo possono leggere con piacere. Un interessante scelta creativa è stata quella di far narrare ogni capitolo a un personaggio della storia diverso: dopo il primo capitolo vissuto negli occhi di August, il protagonista, la storia passa negli occhi di Olivia, la sorella, e poi ai suoi amici. In questo modo la lettura è resa molto più interessante, ed è difficile smettere di leggere, si ha sempre lo stimolo di continuare, capitolo dopo capitolo, a vedere come andrà a finire la storia. E cambiando punto di vista, si capisce bene il perché di determinate reazioni. Lo stile di scrittura si adatta anche al personaggio – quando sono arrivato a leggere il capitolo di Justin, il ragazzo sedicenne della sorella, sono rimasto un po’ spiazzato: la punteggiatura era errata e non veniva fatto uso di maiuscole – per il suo carattere è solo una perdita di tempo.

Simpatica anche l’idea di abbinare ogni capitolo a una canzone, nonché l’intero libro. Il titolo, che in inglese significa “meraviglia”, viene da Wonder, di Natalie Merchant, il cui testo recita:

I medici sono venuti da città lontane
solo per vedere me
in piedi sul mio letto
increduli per quello che stavano vedendo

Dicono che io devo essere una delle meraviglie
della creazione di Dio
e per quello che vedono non possono offrire
nessuna spiegazione

Federico

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